Il programma “Spazi per la cultura indipendente”, aperto dal 7 settembre al 1° dicembre 2026, mette a disposizione dei Comuni un sostegno finanziario per concedere spazi a condizioni agevolate a operatori e realtà culturali indipendenti. Il Cantone potrà assumersi fino al 50% dei costi riconosciuti, per un massimo di 30’000 franchi all’anno per progetto, nel periodo 2027–2030.
Il principio è interessante. Il Cantone dice ai Comuni: se avete degli spazi e volete utilizzarli per permettere alla cultura indipendente di vivere, produrre e svilupparsi sul territorio, siamo disposti a partecipare ai costi.
E allora la domanda viene abbastanza naturale: Lugano intende cogliere questa opportunità?
A Lugano il tema degli spazi culturali non nasce certo oggi.
Negli anni abbiamo discusso molto di cultura indipendente, di luoghi di aggregazione, di spazi autogestiti, di realtà associative e della difficoltà di trovare luoghi accessibili nei quali sviluppare attività che difficilmente possono sostenere i prezzi del mercato immobiliare cittadino.
Abbiamo discusso anche del patrimonio immobiliare della Città, degli edifici inutilizzati o sottoutilizzati e, più in generale, di quale funzione debbano avere gli immobili pubblici.
Per questo sarebbe piuttosto curioso se Lugano lasciasse passare un bando pensato proprio per mettere in relazione questi due temi.
Quali spazi della Città potrebbero diventare opportunità per la cultura indipendente? E quali realtà o spazi già esistenti potrebbero beneficiare di questa opportunità offerta dal Cantone?
Un aspetto interessante del bando è proprio il fatto che non obbliga necessariamente i Comuni a costruire qualcosa di nuovo.
Si può partire dal patrimonio esistente, mettendo a disposizione immobili comunali a condizioni agevolate oppure sostenendo il costo di spazi di proprietà di terzi. Questo apre possibilità che meriterebbero almeno di essere esplorate.
E forse è proprio questa la parte più interessante dell’opportunità offerta dal Cantone. Lugano non dovrebbe guardare al bando semplicemente come alla possibilità di ottenere qualche decina di migliaia di franchi, ma come all’occasione per aprire una riflessione più ampia e costruire una vera politica cittadina degli spazi per la cultura indipendente.
E poi c’è il San Domenico
È difficile, almeno per me, leggere questo bando senza pensare anche al Lido San Domenico.
Non perché il Lido debba necessariamente diventare uno “spazio per la cultura indipendente”, né perché sappiamo se un progetto di quel tipo sarebbe compatibile con tutti i requisiti del bando cantonale.
Ma perché negli anni il San Domenico è diventato anche qualcosa che va oltre un semplice esercizio pubblico: un luogo di incontro, aggregazione, piccoli eventi e iniziative culturali.
E soprattutto perché, casualmente, questo bando viene pubblicato proprio mentre Lugano si prepara al “doppio” concorso per la futura gestione del Lido San Domenico (LSD). Due concorsi che verranno pubblicati lunedì e che avremo modo di approfondire e giudicare.
Ed è curioso osservare come, mentre il Cantone invita i Comuni a riflettere su come il proprio patrimonio possa essere utilizzato per sostenere la cultura indipendente, a Lugano siamo contemporaneamente confrontati con la discussione sul futuro di uno spazio pubblico che una parte di quella funzione l’ha sviluppata spontaneamente.
Le due cose non sono necessariamente sovrapponibili, sia chiaro. Ma la coincidenza fa comunque riflettere.
Sul San Domenico tornerò però nei prossimi giorni, quando saranno pubblicati i nuovi concorsi e sarà possibile valutarli nel merito. Prima, però, una domanda al Municipio
Il termine per partecipare al bando cantonale è il 1° dicembre 2026.
Sarebbe interessante innanzitutto sapere se il Municipio sia già stato coinvolto nella fase preparatoria del progetto cantonale e se Lugano abbia manifestato il proprio interesse.
Ma soprattutto sarebbe interessante conoscere la risposta ad alcune domande molto semplici:
Lugano intende partecipare al bando?
Il Municipio ha già individuato spazi di proprietà della Città che potrebbero essere messi a disposizione della cultura indipendente?
Ha intenzione di coinvolgere le realtà culturali indipendenti luganesi per capire quali siano i loro bisogni e se esistano progetti candidabili?
E, più in generale, Lugano ha intenzione di cogliere questa occasione per tornare a parlare seriamente di spazi per la cultura indipendente?
Io credo che valga almeno la pena chiederglielo.
LINK:
Repubblica e Cantone Ticino - Spazi per la cultura indipendente, aperto il bando di concorso
Bando_di_concorso_spazi_per_la_cultura_indipendente.pdf



