Quante volte sei stato ripreso oggi?
Telecamere, cartelli e trasparenza: Lugano è pronta per la nuova legge sulla videosorveglianza?
Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore in Ticino la nuova Legge sulla videosorveglianza pubblica (LViSo).
Ogni volta che entriamo in un parco pubblico, attraversiamo una piazza, parcheggiamo in un autosilo comunale o accediamo a una struttura pubblica potremmo essere ripresi da una telecamera.
La videosorveglianza esiste già da anni e viene utilizzata sia dal pubblico che dal privato nei modi più disparati.
Nel 2025 il Gran Consiglio ha approvato la nuova legge sulla videosorveglianza pubblica introducendo una cornice giuridica più chiara e uniforme per disciplinarne l’utilizzo da parte di Comuni, enti pubblici e altri soggetti che operano sul demanio pubblico o nei beni amministrativi.
La legge stabilisce alcuni principi piuttosto semplici.
Le telecamere possono essere utilizzate per motivi di sicurezza, ordine pubblico, salute, igiene o gestione logistica. Le immagini non possono però essere raccolte indiscriminatamente senza uno scopo preciso. I cittadini devono, in particolar modo, essere informati in modo adeguato della presenza dei sistemi di videosorveglianza. Devono inoltre esistere regole chiare sulla conservazione delle registrazioni, sull’accesso ai dati e sulle misure di sicurezza adottate.
In poche parole non basta installare una telecamera. Bisogna anche spiegare perché è lì, chi gestisce le immagini e per quanto tempo vengono conservate.
E a Lugano?
La domanda sorge spontanea. Una città come Lugano, con moltissime videocamere sparse sul territorio, è pronta per l’entrata in vigore della nuova normativa?
La Città non parte da zero. A differenza di molti altri Comuni, Lugano dispone già da anni di un proprio Regolamento concernente la videosorveglianza e di una specifica Ordinanza municipale che disciplina gli impianti presenti sul territorio comunale.
La nuova LViSo introduce però alcuni concetti e principi che nel regolamento comunale attuale non compaiono esplicitamente, come la distinzione tra videosorveglianza osservativa, dissuasiva e invasiva, oppure i nuovi limiti relativi a determinate tecnologie di riconoscimento automatico.
Si tratta di cambiamenti che potrebbero rendere necessaria una revisione del regolamento comunale attualmente in vigore.
Questo non significa necessariamente che il regolamento comunale sia incompatibile con la nuova legge. Saranno però probabilmente necessarie delle verifiche per accertare se il quadro normativo cittadino sia già pienamente conforme oppure se saranno richiesti adeguamenti formali.
Diversa è invece la questione dell’applicazione concreta della nuova legge a partire dal 1° luglio.
Se oggi ad esempio entro al Parco Ciani, vengo informato in modo chiaro che sto entrando in un’area videosorvegliata? Il cartello è ben visibile prima di entrare nel campo di ripresa? Oppure bisogna cercarlo?
Indica chi è il titolare del sistema, la base legale e a chi posso rivolgermi per esercitare i miei diritti?
E ancora. Per quanto tempo vengono conservate le immagini registrate nei diversi impianti comunali? Chi può accedervi? Con quali garanzie?
Sono tutte domande alle quali i cittadini dovrebbero poter trovare risposta con l’entrata in vigore della nuova legge.
Sicurezza e trasparenza
Molti cittadini considerano le telecamere uno strumento utile per prevenire vandalismi, identificare responsabili di reati, proteggere luoghi particolarmente sensibili o semplicemente sentirsi più al sicuro in determinate zone.
La nuova legge cantonale non mette in discussione questi obiettivi ma chiede però in cambio più trasparenza. Sapere dove si viene ripresi, per quali motivi e con quali garanzie non indebolisce la sicurezza. Al contrario, contribuisce a rafforzare la fiducia nelle istituzioni che utilizzano questi strumenti.
A pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova normativa sarebbe interessante sapere se la Città di Lugano ha già quantomeno iniziato la verifica dei propri regolamenti e delle proprie procedure, se ritiene che il quadro normativo attuale sia già pienamente conforme alla nuova legge cantonale e se è previsto a breve un nuovo messaggio da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale.
Nel frattempo non sarebbe già male iniziare dalle cose più semplici: una segnaletica chiara, visibile e uniforme in tutti i luoghi interessati dalla nuova normativa.



