L'autografo di Dick Dale
Quando la cantina diventa una macchina del tempo. Viaggio tra poster dimenticati, concerti irripetibili e ricordi punk
In questi giorni ho dovuto svuotare un po’ la cantina.
Tra scatoloni pieni di vecchi CD prodotti anni fa con la mia vecchia etichetta discografica, e che ormai stanno lì a prendere polvere mentre io cerco ancora il coraggio di decidere se eliminarli oppure no, ho ritrovato anche una raccolta di poster di concerti passati in Ticino.
Alcuni organizzati dal sottoscritto, altri semplicemente vissuti da spettatore.
È stata l’occasione per fare un piccolo viaggio nel passato e riaprire il cassetto dei ricordi di eventi che, per la nostra generazione, sono rimasti memorabili.
Tra tutti è spuntato fuori un poster completamente stropicciato del concerto di Dick Dale a Lugano.
Uno di quei concerti che fanno storia.
Il Metrò, storico club che si trovava in Via Brentani, quella sera era pieno come raramente capitava di vedere. C’era quell’atmosfera che ti fa capire subito che stai vivendo qualcosa che forse succederà una sola volta nella vita.
In quell’occasione gli feci firmare il poster.
Poi però, siccome non ho mai avuto davvero l’abitudine di incorniciare cimeli o trasformare il passato in un museo personale, quel poster è rimasto per anni in cantina assieme a decine di altri ricordi.
La cosa curiosa è che nel 2018, durante il mio breve periodo a San Francisco, feci anche tappa a Los Angeles per un weekend. Andai allo storico Whisky a Go Go e scoprii con enorme rammarico che Dick Dale aveva suonato proprio lì… la sera precedente.
Quella sera invece c’era una rassegna di band emergenti, e così attraversai la strada per entrare al The Viper Room, altro locale leggendario di Los Angeles, dove stavano suonando alcune band punk.
Dick Dale scomparve l’anno seguente e mi dispiacque molto averlo mancato per appena un giorno.
Forse è proprio lì che è nata davvero una parte della mia F.O.M.O.
Quella sensazione che mi porta ancora oggi a voler andare a tutti i concerti possibili, anche dall’altra parte del mondo, pur di non perdere “quella serata”.
Fare spazio in cantina, in fondo, è anche un modo per lasciare spazio al futuro.
Per non vivere soltanto di nostalgia.
Eppure è stato bello rivedere i poster dei primi concerti al Palapenz di Chiasso.
O quelli del Tiglion del Lalo dei Vomitors, che quell’anno aveva una line-up incredibile.
Oppure ripensare a quel viaggio fino a Winterthur per vedere il mio primo concerto dei Rancid. Arrivammo praticamente all’ultimo momento dopo essere rimasti bloccati nel traffico per ore e riuscimmo a vedere soltanto gli ultimi minuti degli AFI.
Quella sera una nostra conoscente si sentì male e venne soccorsa dai volontari presenti. Più tardi ci raccontò che Tim Armstrong si era avvicinato personalmente per chiederle se stesse bene.
A volte anche nella sfortuna possono nascere piccoli momenti speciali.
Questo viaggio nei ricordi, tra concerti, serate improbabili e poster dimenticati in cantina, probabilmente non finisce qui.
Anzi, forse ogni tanto ne tirerò fuori qualcuno per raccontarvi altri aneddoti di una scena, di un’epoca e di una Lugano che oggi sembra quasi appartenere a un altro mondo.






